La Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (spesso abbreviata in OHSS) è una condizione che può comparire nelle donne sottoposte a trattamenti ormonali per la stimolazione ovarica, in particolare nei percorsi di procreazione medicalmente assistita.
Si tratta di una risposta eccessiva delle ovaie ai farmaci utilizzati per favorire la crescita follicolare. Questo porta a un aumento della produzione di sostanze che rendono i vasi sanguigni più “permeabili”, con conseguente passaggio di liquidi dall’interno dei vasi verso l’addome o altre cavità del corpo.
Nella maggior parte dei casi la sindrome è lieve e tende a risolversi spontaneamente, ma è importante riconoscerla precocemente perché, nelle forme più importanti, può richiedere un monitoraggio medico attento per evitare complicazioni.
Quali sono i sintomi della Sindrome da Iperstimolazione Ovarica?
Dal punto di vista dei sintomi, la donna può avvertire inizialmente una sensazione di gonfiore addominale e tensione pelvica, spesso accompagnata da un aumento rapido del peso corporeo in pochi giorni. Questo aumento non è legato al grasso, ma alla ritenzione di liquidi. In alcuni casi possono comparire nausea, senso di pienezza, dolore addominale e una maggiore sensazione di sete.
Quando la condizione diventa più significativa, può ridursi la quantità di urine prodotte e può comparire difficoltà respiratoria, soprattutto se si accumula liquido anche a livello toracico.
Come si diagnostica la Sindrome da Iperstimolazione Ovarica?
La diagnosi è principalmente clinica e si basa sulla valutazione dei sintomi e sull’anamnesi della paziente, in particolare la presenza di un recente ciclo di stimolazione ovarica. Può essere supportata da:
Ecografia pelvica (ovaie ingrandite, presenza di liquido libero);
Valutazione dei segni di emoconcentrazione e insufficienza d’organo.
Come viene trattata la Sindrome da Iperstimolazione Ovarica?
Il trattamento dipende dalla gravità della sindrome:
Nelle forme lievi è spesso sufficiente il riposo, una corretta idratazione e un monitoraggio clinico regolare e la situazione tende generalmente a risolversi spontaneamente nel giro di alcuni giorni;
Nelle forme moderate può essere necessario un controllo medico più ravvicinato, con supporto idrico e, in alcuni casi, procedure per ridurre il liquido addominale in eccesso;
Nei casi più severi è indicato il ricovero ospedaliero, dove la paziente viene monitorata attentamente per l’equilibrio dei liquidi, la funzione renale e il rischio di complicanze tromboemboliche o respiratorie.
Come si previene la Sindrome da Iperstimolazione Ovarica?
La prevenzione è un aspetto centrale nella gestione della OHSS e include:
Utilizzo di protocolli di stimolazione personalizzati;
Monitoraggio ecografico frequente durante la stimolazione ovarica;
Riduzione del dosaggio di gonadotropine nei soggetti a rischio;
Utilizzo di trigger alternativi all’hCG (es. agonisti del GnRH);
Congelamento degli embrioni (“freeze-all”) nei casi ad alto rischio;
Identificazione precoce dei fattori predisponenti (PCOS, giovane età, alta conta follicolare).
Accanto alla gestione medica, soprattutto nei percorsi di fertilità e nelle donne predisposte, il supporto metabolico e ormonale può avere un ruolo di sostegno. Talvolta vengono quindi utilizzati, sempre sotto controllo medico, alcuni integratori a base di inositoli e micronutrienti, che hanno l’obiettivo di supportare la funzionalità ovarica e il profilo metabolico.
Tra questi, Inofert HP è un integratore che associa myo-inositolo, acido folico e alfa-lattoalbumina. Il myo-inositolo è spesso definito una “molecola della fertilità” perché è coinvolto nei meccanismi di comunicazione cellulare e nella qualità ovocitaria, oltre ad avere un ruolo nel metabolismo degli zuccheri. L’acido folico è importante nei percorsi preconcezionali perché contribuisce alla normale formazione del sistema nervoso del futuro embrione e sostiene la fertilità. L’alfa-lattoalbumina, invece, favorisce l’assorbimento del myo-inositolo e contribuisce all’equilibrio nutrizionale. Questo tipo di integrazione viene talvolta considerato anche nei protocolli di stimolazione ovarica controllata, come supporto generale.
Un’altra opzione utilizzata nei protocolli serali è Inofert Luteal, che combina myo-inositolo, melatonina, vitamina D e acido folico. La melatonina contenuta non regola solo il ritmo sonno-veglia, ma ha anche un ruolo antiossidante che può contribuire alla qualità ovocitaria. L’assunzione serale, circa un’ora prima di coricarsi, favorisce l'azione corretta della melatonina.
Simile per utilizzo è Inofert Plus, che unisce myo-inositolo, melatonina e acido folico in una formulazione pensata per donne che stanno cercando una gravidanza e che desiderano un supporto alla qualità ovocitaria, anche nei protocolli di induzione o stimolazione ovarica.
In ambito più ampio, soprattutto nei casi in cui siano presenti alterazioni metaboliche come insulino-resistenza o sindrome dell’ovaio policistico, viene talvolta utilizzato Kirocomplex. Si tratta di una formulazione più completa che associa D-chiro-inositolo, myo-inositolo, acido folico, vitamina D, manganese e resveratrolo. Questo tipo di integrazione viene impiegato per sostenere non solo la funzione ovarica, ma anche il profilo metabolico generale, sempre sotto stretto controllo medico.
È importante sottolineare che questi integratori non rappresentano una terapia per la sindrome da iperstimolazione ovarica, ma possono essere inseriti dal medico come supporto nei percorsi di fertilità e nei protocolli di stimolazione, in base al profilo clinico della paziente.