Come far passare il dolore alla cervicale

calendar_month 14/01/2026 - Pubblicato in  Primo piano

Nel linguaggio comune si parla spesso di cervicale per indicare dolore, rigidità o fastidio nella zona del collo. Dal punto di vista medico, però, la “cervicale” non è una patologia in sé: come abbiamo già avuto modo di dire nel nostro articolo "Aria condizionata e cervicale: come proteggersi?", la cervicale non esiste!

Il termine corretto è rachide cervicale, ovvero il tratto superiore della colonna vertebrale composto da sette vertebre (C1–C7), dischi intervertebrali, muscoli, legamenti e strutture nervose. Quando diciamo “ho la cervicale”, in realtà ci riferiamo a una condizione dolorosa multifattoriale, che può includere contratture muscolari, alterazioni posturali, infiammazione articolare, sofferenza dei nervi o modificazioni della curvatura fisiologica (come la cifosi cervicale o la rettilineizzazione). Comprendere questa distinzione è fondamentale per un approccio terapeutico corretto, che non miri solo a sopprimere il sintomo, ma a ripristinare la corretta biomeccanica del collo.

Che sintomi porta la cervicale

I disturbi legati al rachide cervicale possono manifestarsi con sintomi molto diversi tra loro anche se il sintomo cardine è il dolore localizzato accompagnato da forte rigidità muscolare. Altri sintomi comuni includono:

  • Dolore che dal collo si irradia a spalle e parte alta della schiena (cervicobrachialgia);
  • Rigidità mattutina e limitazione dei movimenti;
  • Senso di peso alla testa o dolore occipitale;
  • Contratture muscolari persistenti.

In alcuni casi il dolore peggiora con posture prolungate (computer, smartphone), stress o movimenti ripetitivi. Non è raro inoltre che i disturbi della cervicale si manifestino anche sotto forma di cefalea muscolo-tensiva. Altri sintomi frequenti includono vertigini, senso di sbandamento, nausea e disturbi visivi temporanei, spesso accentuati da alterazioni posturali come la perdita della fisiologica lordosi o la presenza di una cifosi cervicale (un’inversione della curva naturale che sovraccarica i dischi intervertebrali).

La cervicale dà sintomi neurologici?

Sì, in alcuni casi i disturbi cervicali possono associarsi a sintomi neurologici. Questo accade quando le strutture nervose che emergono dal rachide cervicale vengono irritate o compresse: quando l’infiammazione o una protrusione discale vanno a comprimere le radici nervose che fuoriescono dalle vertebre, è possibile avvertire parestesie (formicolii), intorpidimento o debolezza muscolare lungo l'arto superiore fino alle dita della mano.

I sintomi possono includere anche debolezza muscolare e come già accennato, cefalea di origine cervicale, talvolta accompagnata da vertigini o nausea. È importante sottolineare che la presenza di sintomi neurologici richiede sempre una valutazione medica accurata, per distinguere condizioni funzionali da problematiche strutturali più complesse.

Rimedi per la cervicale

Dal momento che le cause della cervicale possono essere varie, non esiste un unico rimedio valido per tutti: il trattamento del dolore cervicale deve essere personalizzato. L’approccio alla cervicalgia deve essere multidisciplinare ed esistono diversi livelli di intervento che spaziano dalle terapie fisiche a quelle ambulatoriali. Tra gli approcci più utilizzati si trovano:

  • Fisioterapia e rieducazione posturale;
  • Esercizi specifici per la mobilità e il rinforzo;
  • Terapie manuali, come il massaggio cervicale decontratturante che può offrire un sollievo immediato riducendo la tensione dei muscoli trapezio e elevatore della scapola;
  • Massoterapia;
  • Applicazioni di calore;
  • Tecniche complementari come l’ozonoterapia (sotto consiglio medico) che si è dimostrata efficace grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, favorendo la riduzione del volume di eventuali ernie discali.

L’obiettivo è ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e prevenire le recidive, intervenendo sia sul sintomo sia sulle cause che lo generano. Tuttavia, il successo a lungo termine dipende dall'integrazione di questi trattamenti con modifiche dello stile di vita e supporti specifici.

Integratori per la cervicale: quando e perché possono essere utili

Gli integratori alimentari non sostituiscono le terapie mediche, ma possono rappresentare un valido supporto, soprattutto quando il dolore cervicale è associato a tensione nervosa, affaticamento o cefalea. Un esempio è Neurania, un integratore naturale che sfrutta la sinergia di componenti come l'Alfamag e il Partenio, quest'ultimo noto per la sua capacità di contrastare gli stati di tensione localizzata, tipici del mal di testa di origine cervicale. La sua utilità è data da una speciale formulazione:

  • Le vitamine del gruppo B contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso e alla protezione dei nervi dallo stress ossidativo;
  • Il Partenio è tradizionalmente impiegato nel controllo del mal di testa;
  • il supporto al metabolismo energetico e alla funzione psicologica aiuta a contrastare la componente di stress e tensione, spesso coinvolta nel dolore cervicale cronico.

Neurania non agisce solo sul sintomo, ma protegge i nervi dallo stress ossidativo, risultando particolarmente efficace nel ridurre l’intensità e la frequenza delle crisi dolorose, che si tratti di emicrania o di dolore cervicale cronico. È una soluzione consigliata per chi cerca un approccio sistemico che aiuti l'organismo a modulare la risposta infiammatoria in modo naturale.

Rimedi meccanici: esercizi, stile di vita e supporti locali

Per risolvere definitivamente il problema della cervicale è necessario agire sulla "meccanica" del corpo. Gli esercizi per la cervicale infiammata, basati su stretching dolce e mobilitazione controllata, aiutano a recuperare l'articolarità senza traumatizzare i tessuti. Parallelamente, l’igiene del sonno è vitale: l'utilizzo di cuscini ortopedici sagomati aiuta a mantenere il rachide in asse durante la notte. Inoltre si consiglia di:

  • Prestare attenzione alla postura durante il lavoro e l’uso di dispositivi elettronici;
  • Scegliere corrette posizioni durante il sonno;
  • Gestire al meglio lo stress quotidiano.

Per un supporto topico continuo, i cerotti cervicali Esi No Dol possono essere estremamente utili. Questi dispositivi oltre a sfruttare l'azione lenitiva di arnica montana, artiglio del diavolo e salice bianco hanno la particolare capacità di favorire un leggero incremento della temperatura locale, che migliora la microcircolazione e scioglie le contratture muscolari. Grazie alla tecnologia a rilascio prolungato, garantiscono un'efficacia di 24 ore, rendendoli ideali per chi soffre di torcicollo o dolori reumatici e necessita di una protezione costante durante le attività quotidiane, senza il rischio di irritazioni cutanee.

Farmaci per la cervicale: quando servono

Quando il dolore diventa acuto e invalidante, è possibile ricorrere alla terapia farmacologica, che deve però essere sempre gestita sotto stretto controllo medico per evitare effetti collaterali o interazioni. Tra i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) più comuni troviamo il Momendol, disponibile sia in compresse per un’azione sistemica, sia in gel per un’applicazione topica mirata. Il principio attivo agisce riducendo rapidamente l’infiammazione e il dolore, permettendoti di tornare ai normali movimenti e di iniziare, non appena possibile, il percorso di riabilitazione fisica.

 
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