Giardia nel cane: come riconoscere i sintomi e curarla

20/05/2022 Primo piano

La Giardia è provocata da piccoli parassiti unicellulari protozoi che si introducono nel sistema gastrointestinale dei volatili e dei mammiferi, compreso l'uomo. Questi parassiti causano un'infezione, abbastanza comune e non grave nei cani, tuttavia quando l'infestazione diventa massiva i sintomi si fanno ben presto evidenti e possono provocare anche una malattia più importante detta giardiasi o "febbre del castoro".

Quando la Giardia è presente nel tratto gastrointestinale dell'animale, senza manifestare particolari sintomi, l'infezione è latente (o subclinica). A volte però i cuccioli molto giovani o i cani con sistema immunitario compromesso, possono avere gravi reazioni a questi parassiti:

  • Perdita di appetito;
  • Malnutrizione;
  • Diarrea;
  • Perdita di peso;
  • Stanchezza;
  • Debolezza;
  • Feci sanguinolente o pallide, grasse, fortemente maleodoranti;
  • Decesso (raro in animali sani).

Come abbiamo detto, la Giardia può colpire anche l'uomo e rappresenta un rischio per alcuni soggetti particolari come anziani, neonati, donne in gestazione e individui affetti da cancro, AIDS o altre gravi patologie.

Come si capisce se il cane ha la Giardia?

I sintomi dell'infezione da Giardia nel cane sono:

  • Inappetenza e anoressia, con conseguente perdita di peso;
  • Debilitazione cronica;
  • Presenza di sangue nelle feci (ematochezia);
  • Feci di colore chiaro;
  • Eliminazione eccessiva di grassi nelle feci;
  • Diarrea acuta, cronica, discontinua;
  • Feci poco formate o liquide, spesso acquose o schiumose;
  • Flatulenza;
  • Odore di rancido;
  • Febbre;
  • Feci eccessivamente maleodoranti;
  • Crampi addominali;
  • Nausea;
  • Stanchezza e letargia;
  • Debolezza e abbattimento;
  • Disidratazione, anche grave.

In caso siano presenti questi sintomi nel cane è bene rivolgersi al veterinario per individuare la causa: la Giardia si diagnostica con un semplice test sulle feci del cane.

Quali sono le cause della giardia?

È possibile trovare la Giardia ovunque nel mondo. I cani vengono infettati quando ingeriscono al forma cistica (oocisti) del parassita: questo può capitare bevendo acqua contaminata, mangiando cibo contaminato, leccando pelo contaminato o venendo a contatto con feci contaminate nell'ambiente.

Le oocisti hanno forma ovoidale ed è sufficiente che dieci di loro colonizzino l'intestino per provocare l'infezione: i soggetti infestati, sia sintomatici che asintomatici, ne eliminano fino a un milione per grammo di feci, per diversi mesi.

Le cisti di Giardia si insediano nella parte superiore dell'intestino tenue del cane (duodeno) dove iniziano a produrre molteplici larve in grado di muoversi (trofozoiti). A questo punto i trofozoiti si riproducono replicandosi in due parti, ognuna delle quali diventa un nuovo organismo. I parassiti irritano e danneggiano la delicata membrana intestinale del cane e:

  • Riducono la superficie assorbente;
  • Causano dolore addominale;
  • Consumano i nutrienti essenziali per il cane.

Infine i trofoizoi diventano cisti e vengono espulsi nelle feci: in questa forma possono sopravvivere molto a lungo nell'ambiente (settimane o addirittura mesi, specialmente in ambienti umidi e freschi) e se ingerite possono infettare altri animali, facendo ripartire il ciclo di vita della Giardia.

Quanto dura?

Nonostante l'efficacia del farmaco adottato è possibile che la guarigione da giardiasi sia complicata. Spesso, in canili o allevamenti, questo parassita crea vere e proprie epidemie difficili da debellare. La Giardia è infatti curabile ma spesso è difficile capire se il parassita sia stato effettivamente debellato: quando viene prelevato il campione di feci per diagnosticare l'infezione è possibile che in esso non siano presenti le cisti di Giardia, anche se il cane è infetto, perché queste vengono espulse in modo discontinuo.

Inoltre è possibile che ci siano continue ricadute di Giardia e un cane si infetti nuovamente anche a seguito dell'eliminazione del parassita perchè una prima infezione da Giardia non garantisce alcuna immunità o protezione.

L'obiettivo della terapia della giardiasi è quello di eliminare le cisti infettive e soprattutto di ripristinare il benessere del cane, eliminando i sintomi.

Anche a seguito del trattamento, è possibile che si riescano ad eliminare solo le cisti e non i trofozoiti presenti nell'intestino tenue: questo significa che il cane può rimanere una fonte di potenziale infezione per animali ed esseri umani.

Al termine del trattamento è possibile effettuare un controllo veterinario per verificare l'effettiva eliminazione del parassita e, in caso di sua presenza, procedere con un altro trattamento.

Cosa fare se un cane ha la Giardia?

Per curare la Giardia nei cani (ma anche nei gatti) la terapia prevede l'assunzione di un farmaco specifico antiparassitario, indicato dal veterinario, di solito contenente fenbendazolo.

Il fenbendazolo è una sostanza indicata nei cani per la terapia delle infestazioni, non solo da Giardia ma anche da:

  • Ascaridi (Toxocara canis, Toxascaris leonina) (Toxocara mystax nei gatti) stadi maturi;
  • Ancilostomi (Ancylostoma caninum, Uncinaria stenocephala) stadi maturi e nei gatti Ancylostoma tubaeforme stadi immaturi e maturi;
  • Tricocefali (Trichuris vulpis) stadi maturi;
  • Cestodi (Taenia pisiformis ) stadi maturi e Taenia hydatigena stadi maturi nei gatti.

Uno dei farmaci più utilizzati è Panacur 250 mg o Panacur Forte 500 mg: il suo dosaggio e i tempi di somministrazione dipendono dalle indicazioni del veterinario.

Panacur è in compresse dal sapore neutro che possono essere sciolte o sminuzzate per meglio miscelarle con il cibo del cane o del gatto, adulti o cuccioli.

Cane: come prevenire la Giardia?

La Giardia nel cane è causata da un protozoo che normalmente si trova in acque inquinate e può insediarsi nell'intestino dell'animale. La trasmissione del parassita avviene in caso di contatto diretto con la forma cistica del parassita: la prevenzione delle infezioni da Giardia consiste nell'evitare che questo accada.

È buona norma evitare che il cane beva da acque non potabili, pozze e sorgenti che potrebbero essere inquinate o che entri in contatto con cibo o feci contaminate. Le zone dove il cane e gli altri animali espletano i loro bisogni devono essere disinfettate accuratamente e regolarmente. Le cisti di Giardia sono inattivate da vapore, acqua bollente e soluzioni disinfettanti a base di ammoniaca.

Eventuali altri animali che vivono insieme al cane infettato devono essere sottoposti alla stessa terapia contro le giardie.

È importante inoltre sottoporre il cane a regolari visite di controllo dal veterinario, in particolare alla fine dell'estate dopo la stagione calda.

Come si trasmette la Giardia da cane a uomo?

Il contagio tra animali domestici e uomo è altamente improbabile: esistono ben otto genotipi di Giardia ma solo due di questi sono in grado di infettare gli esseri umani.

Dal momento che la giardiasi insorge quando vengono ingerite le cisti del parassita, il contagio si verifica allo stesso modo nei cani e negli umani: consumando bevande e alimenti infetti da feci di persone o animali affetti da Giardia.

L'infezione da Giardia nell'uomo è tipica di Paesi con scarse condizioni igieniche e socio-sanitarie, e normalmente i bambini sono più colpiti rispetto agli adulti per via della meno accortezza all'igiene.

Le cisti del parassita si trovano soprattutto nelle acque superficiali, quindi ruscelli, laghi, pozzi, tuttavia sono molto resistenti ai normali livelli di clorazione dell'acqua e il rischio di Giardia è concreto anche per piscine e acquedotti non adeguatamente filtrati.

Specialmente nei paesi con condizioni igieniche precarie è consigliato:

  • Bere acqua in bottiglia;
  • Evitare l'uso del ghiaccio nelle bibite (perché prodotto con acqua di rubinetto);
  • Sbucciare la frutta;
  • Lavare la verdura con acqua sicura;
  • Non fare il bagno in acque inquinate;
  • Decontaminare l'acqua attraverso la bollitura per almeno 10 minuti;
  • Lavarsi le mani bene e spesso in particolare dopo essere stati in bagno, dopo i contatti con altre persone, dopo aver cambiato pannolini.