Mononucleosi infettiva: sintomi e come curarla

07/04/2017 Primo piano, Salute

Ha un nome dolce e tenero, ma non è certo simpatica la sua natura! Stiamo parlando della “malattia del bacio”, scientificamente denominata mononucleosi infettiva, una malattia di origine virale, acuta e contagiosa. Il responsabile della mononucleosi è il virus di Epstein-Barr (EBV), appartenente alla famiglia degli herpes virus, la cui trasmissione avviene spesso (ma non solo) attraverso lo scambio di saliva. Ecco spiegato il nomignolo “malattia del bacio”, per questa patologia diffusa soprattutto nella fascia di età compresa tra i 15 e i 25 anni. Non è solo il bacio il responsabile della trasmissione della mononucleosi: scambi di posate, bicchieri, giochi portati alla bocca… rendono la malattia molto diffusa anche tra i bambini.

Il nome corretto, mononucleosi, deriva invece dalla reazione del corpo all’infezione: la presenza del virus EBV nell’organismo stimola la produzione dei globuli bianchi, nella fattispecie delle cellule mononucleate (o monociti – cellule con un solo nucleo) nel sangue, presenti in numero inferiore in condizioni di salute.

Come riconoscere la mononucleosi 

La diagnosi certa di mononucleosi si raggiunge solamente con esami ematologici e immunologici specifici; spesso la malattia è asintomatica o presenta sintomi facilmente scambiabili con altre patologie o infezioni. In particolare nei bambini che contraggono la mononucleosi prima dei 12 anni, l’infezione è quasi sempre asintomatica. Il virus è comunque molto diffuso: si stima che circa il 90% della popolazione mondiale adulta sia entrata in contatto con esso, la maggior parte di questa ha però sviluppato anticorpi specifici, senza aver manifestato alcun sintomo. In caso di mononucleosi asintomatica, il malato può essere comunque contagioso, in quanto portatore sano del virus.

Sintomi

Come curare mononucleosi

Ma come si manifesta la mononucleosi, quando sceglie di farsi conoscere? I sintomi principali sono molto simili a quelli di una comune infezione virale delle alte vie respiratorie, ovvero: febbre, mal di testa, mal di gola molto forte spesso accompagnato da placche sulle tonsille, dolori muscolari diffusi, stato di malessere generale… Quest’ultimo, accompagnato da una sensazione persistente di stanchezza e debolezza, è uno dei sintomi più frequenti. La mononucleosi inoltre può causare l’ingrossamento dei linfonodi, soprattutto di quelli del collo, e l’ingrossamento di fegato (più raramente) e milza. L’ingrossamento della milza, sino a un’eventuale rottura, è una delle conseguenze più gravi cui può portare l’infezione, tuttavia capita davvero molto raramente. Nella maggior parte dei casi, la mononucleosi si risolve positivamente, senza complicazioni, entro due o tre settimane dall'esordio dei sintomi. Dopo la guarigione, l’infezione può comunque rimanere allo stato latente e ripresentarsi periodicamente.

Piuttosto lungo invece è il periodo di incubazione dell’infezione: può variare dai 30 ai 50 giorni in adulti e adolescenti, abbassandosi a circa 10-15 giorni nei bambini. Dopo il contagio la malattia si manifesta per circa 3-6 settimane, risolvendosi nel periodo successivo ma lasciando frequentemente una sensazione di spossatezza che dura più a lungo.

Come curare la mononucleosi infettiva

Non ci sono farmaci specifici per la cura della mononucleosi, e anzi visto l’impatto che talvolta la malattia può avere sul fegato, si sconsiglia l’assunzione di farmaci durante la malattia per non creare ulteriore affaticamento epatico. Può capitare di dover comunque ricorrere agli antipiretici per tenere sotto controllo la febbre o agli analgesici in caso di forti mal di testa e dolori muscolari. Controindicati sono gli antibiotici, che oltre a esercitare carico sul fegato, non hanno alcuna efficacia nella cura della malattia virale, e anzi possono causare danni al sistema immunitario già indebolito dall’infezione.

La condizione necessaria per rimettersi e la cura più efficace per la malattia è l’assoluto riposo: trascorrere i giorni della malattia anche a letto se afflitti da debolezza, o comunque riposando il più possibile è lo strumento più utile per combattere la mononucleosi. Inoltre il riposo assoluto e l’astensione dall’attività fisica, soprattutto se pesante, sono precauzioni importantissime per evitare la complicanza più grave (per quanto, ripetiamo, decisamente rara) che l’infezione può dare, ovvero la rottura della milza.

Anche un’alimentazione equilibrata e una dieta leggera nel periodo della malattia (sebbene, come spesso ricordiamo, un’alimentazione sana e leggera è sempre alla base del benessere dell’organismo) facilitano la guarigione, ed evitano di appesantire il fegato o di creare ulteriori problematiche all’organismo.

La mononucleosi va insomma ascoltata, e assecondata: il nostro organismo ci sta chiedendo di fermarci, riposare, ricaricare le nostre energie e favorire la nostra guarigione.